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MARZO 2009: CRONACA DI UNA TRAGEDIA SFIORATA |
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che la madre della ragazza vittima di un tentativo di violenza sessuale e di una violenta rapina, ad opera di tre zingari nei pressi del campo nomadi di Palermo, ha inviato ai mezzi d'informazione Sono la madre della ragazza di 15 anni che ha subito alla fermata dell’autobus, insieme al fidanzato di 17, un tentativo di violenza sessuale, vicino allo stadio delle palme durante una violenta rapina ad opera di tre rom provenienti dal vicino Campo nomadi. [...Leggi la lettera....] Palermo,
il parco della Caffarella è vicino, Abbiamo atteso
che la madre battagliera di una delle due vittime di questa tragedia
sfiorata, mossa dal desiderio "antico" di mettere in guardia
altri ragazzi e altre madri come lei, riuscisse ad ottenere la dovuta
attenzione dalla Stampa. Le abbiamo manifestato la nostra concreta solidarietà,
quando si è rivolta a noi grazie ad un numero di telefono presente
su un nostro volantino sul tema della violenza sulle donne che la signora
- come per un presentimento - aveva conservato, consigliandole di informare
subito i mezzi di informazione e fornendole i contatti utili per poterlo
fare. Sospettavamo che una tragedia sfiorata non avrebbe suscitato nei
giornalisti lo stesso interesse che uno scempio compiuto avrebbe, per
forza di cose, ottenuto ma pensavamo fosse doveroso dare voce a quel
desiderio "antico", noi che ci battiamo per una società
che ritrovi le relazioni comunitarie tra componenti di uno stesso quartiere,
di una stessa città. Pazientemente e tenacemente questa madre
ha rievocato il racconto di un incubo che, lei pure vittima impotente
perché quando toccano i nostri figli toccano noi, aveva ascoltato
da chi quell'incubo aveva vissuto e, dopo un paio di tentativi falliti
di ricevere ascolto da giornalisti che hanno ritenuto di non poter fare
nulla - come se ad un giornalista non fosse richiesto di far conoscere
ciò che accade - ha nuovamente raccontato, stavolta ad una giornalista
dell' Ansa, la cronaca dettagliata di quella che poteva evolversi in
una seconda violenza sul modello di quanto accaduto ai due fidanzatini
romani. Cronaca di una tragedia sfiorata
Due giovanissimi fidanzatini aspettano l'autobus di fronte lo stadio
Barbera, hanno da poco terminato di correre poco lontano, come fanno
molti palermitani, nei pressi dello stadio di atletica leggera. Ma,
nei paraggi, non ci sono solo i pochi spazi sportivi che la nostra città
offre, c'è un altro campo dove non si pratica alcun tipo di attività
sportiva: è il campo nomadi della Favorita. Da lì provengono,
e in quella direzione fuggono dopo l'aggressione, i tre Rom che si avvicinano
minacciosi ai due ragazzini in attesa di un autobus che a Palermo non
arriva mai. Li accerchiano, apostrofandoli violentemente, picchiano
il ragazzo e schiaffeggiano la ragazza, vogliono i telefoni e il poco
denaro ma forse anche qualcos'altro, il ragazzo teme per la fidanzata
e tenta una reazione ma uno dei tre lo blocca alle spalle, tira fuori
un coltello e glielo preme sulla gola. Palpeggiano lei e le dicono senza
mezzi termini cosa le vorrebbero fare, alludendo al fatto che acconsentendo
potrebbe riottenere quello che le hanno rubato. Ma la ragazza ha uno
scatto, in un attimo è sulla strada, urla e tenta di bloccare
le auto. Al fidanzato hanno rubato anche le scarpe, il giubotto e i
pantaloni; le bestie, a cui un buonismo complice permette di compiere
barbare razzie, hanno fiutato il pericolo e sono fuggite verso quella
zona franca, quel campo nomadi in cui la polizia non può entrare,
c'è qualcuno che li protegge:"Non è il primo caso,
ma ci vuole il permesso del Comune, dei Servizi Sociali..." si
lascia scappare qualche funzionario di P.S. Come alla Caffarella, c'era
un parco lì vicino. Come alla Caffarella, c'erano due fidanzatini
da rapinare. Come alla Caffarella... Ringraziando Dio non è finita
come alla Caffarella.
Forza Nuova Palermo |