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SUCCESSO ED ENTUSIASMO A PALERMO PER L'INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DI FORZA NUOVA ALLA PRESENZA DEL SEGRETARIO NAZIONALE ROBERTO FIORE

Una serata da ricordare! L'entusiasmo dei numerosi palermitani intervenuti è stato evidente; del resto, vedere la sede di una sezione strapiena di facce pulite - in rappresentanza di ogni  età e condizione sociale, richiamate da un Movimento che non promette posti di lavoro, non compra voti, si autofinanzia e non vede la politica come occasione di guadagno  - non costituisce certamente un evento consueto, in un'epoca che il malcostume  pare aver condannato all'apatia e alla rassegnazione diffusa. I presenti hanno avuto modo di constatare che Forza Nuova raccoglie attorno a sé un consenso ed una simpatia sempre crescenti e lo fa grazie allo spirito di sacrificio e al disinteresse dei propri militanti e dirigenti. I forzanovisti sono, infatti, animati da una sana mentalità, ispirata esclusivamente al servizio del popolo cui appartengono; un'esclusiva generosità che ieri è stata ricambiata dal calore e dall'affetto di tutti i partecipanti che hanno potuto apprezzarne la capacità organizzativa, la disponibilità e la cortese attenzione che ad ognuno degli ospiti è stata prestata.
 
Durante la manifestazione hanno preso la parola, introducendo l'intervento dell' On. Roberto Fiore, il segretario regionale Giuseppe Bonanno Conti - che ha sottolineato l'indipendenza di Forza Nuova da ogni sorta di padroni e padrini - e, il responsabile palermitano e coordinatore regionale, Giuseppe Provenzale che si è soffermato sulla presenza della nuova sede all'interno di un quartiere popolare che manca di strutture sociali,  spazi culturali e luoghi di aggregazione. "Un quartiere - ha affermato - che si è mostrato in questi giorni particolarmente interessato alla nuova realtà che sorgeva al suo interno e a cui il Movimento intende rivolgersi direttamente, aprendosi ad ogni sua istanza". Non poteva mancare, nell'intervento dell'esponente palermitano di FN, il doveroso tributo alll'anima del forzanovismo palermitano: Giovanni Zampardi, recentemente scomparso, ma vivo e presente nei cuori di tutti i militanti del Movimento e di chi lo ha conosciuto." Un esempio perenne, il suo, che ispirerà sempre ogni attività del Cuib Codreanu da lui fondato".
 
Roberto Fiore ha illustrato, con la consueta efficacia, l'attuale quadro politico italiano ed europeo, delineando il ruolo di Forza Nuova in relazione ad esso. Il segretario nazionale, candidato alla Presidenza della Regione Lazio, ha centrato l'attenzione sulle minacce costituite dal Trattato di Lisbona e dagli organismi giacobini europei - quali la Corte dei diritti dell'uomo - nei confronti della sovranità dei popoli, della loro sicurezza e del diritto naturale. "Lo strapotere dei burocrati di Bruxelles - ha detto - non trova ostacolo nei partiti di centrodestra e centrosinistra che ne avallano supinamente ogni imposizione, Lega compresa". Reduce da Rosarno, Fiore ha avuto modo di descriverne la drammatica realtà - puntualmente mistificata dai media politicamente corretti -  frutto del clamoroso doppio fallimento del Governo sul fronte del contrasto alla criminalità - che specula sull'agricoltura - e all'immigrazione selvaggia. "A Rosarno, i calabresi hanno difeso le proprie famiglie da una violenza cieca a cui, al di là delle parole, non è stata data una risposta; i problemi dell'Africa non si risolvono in Europa. E' necessaria una politica coraggiosa sui temi dell’ordine pubblico, dell’immigrazione e dell’agricoltura, una politica rivoluzionaria, sociale e nazionale che Forza Nuova promuove guardando con attenzione a Paesi come la Russia che - ha concluso - dovrebbero costituire la naturale sponda strategica per la costruzione di un'Europa dei popoli che miri alla salvaguardia concreta dei propri interessi e alla realizzazione delle sue tradizionali vocazioni".
 
P.S. In margine a questo comunicato: una nota. I soliti animali notturni - autentici guardiani della reazione - intorno alle quattro del mattino, si sono divertiti ad imbrattare la saracinesca esterna con la solita scritta che ci intima di stare lontani da quei quartieri che i sinistri hanno ormai perduto. A loro rispondiamo: hic manebimus optime.