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Economia
: TFR: LO SCIPPO CON DESTREZZA
Ossia:
come convincere il malcapitato di poter far aumentare i soldi che ha nella
tasca destra, portandoci quelli che ha nella tasca sinistra, e –
appena li tira fuori – scipparglieli. (Vedi la scena iniziale de
"La Stangata" o il Campo dei Miracoli del Gatto e la Volpe)
Di
Fisher
1)
Che cos’è il Trattamento di Fine Rapporto?
Sono soldi del lavoratore. È salario differito: è momentaneamente
indisponibile, ma comunque, anche se non ne è l’attuale possessore,
è il singolo lavoratore che ne è il proprietario. Attualmente
il datore di lavoro trattiene questa quota di salario e ne è responsabile.
Serve per garantire una certa quota di autofinanziamento all’azienda,
alleggerendola del peso dell’esposizione finanziaria. Essa viene
incrementata annualmente dell’1,5% + 75% dell’incremento ISTAT.
Quindi si può dire che oggi è appena al riparo dall’inflazione.
Se ne possono avere anticipazioni per importanti motivi, quali acquisto
casa, eventi gravi. Il datore di lavoro ne è responsabile e oggi
l’INPS se ne fa garante per le aziende inadempienti....
contrariamente a quanto accade per stipendi arretrati e versamenti contributivi.
Quindi possiamo dire che almeno il capitale è al riparo da rischi
finanziari o frodi.
2)
Che cosa si prevede con la presente legge finanziaria?
Distinguiamo due categorie di aziende. Quelle che hanno meno di 50 addetti
e quelle da 50 in su. Per le prime non cambia nulla (si vedano alla fine
i commenti sulle motivazioni di questa scelta). Per le seconde ai lavoratori
si aprono due possibilità: optare
per un fondo di investimento aziendale (chiuso), qualora ci sia, oppure
per un fondo di investimento pubblico (aperto), lasciare il suo TFR all’INPS.
3)
Qual è la finalità dichiarata?
Far fruttare di più questi fondi, in modo da offrire al lavoratore
– quando andrà in pensione – o una pensione più
alta, o un TFR più consistente, o un misto delle due soluzioni.
4)
Che cosa sono i fondi di investimento?
Per capire cos’è un fondo di investimento, come funziona
e quando può rendere, è illuminante vedere un po’
la loro storia recente in questo paese. Istruttiva la puntata di Report
di RaiTre del 21 maggio 2006. I fondi di investimento aperti sono dei
prodotti finanziari in genere offerti da grosse compagnie bancarie o assicurative
che gestiscono molte tipologie di fondi per svariati clienti. I fondi
di investimento chiusi sono fondi che alcune categorie di lavoratori (metalmeccanici,
chimici) hanno già stipulato con grosse compagnie bancario-assicurative.
5)
Che cosa promettono questi fondi?
Ovviamente questi fondi non possono promettere niente, perché –
dicono – per raggiungere risultati o rendimenti elevati, bisogna
che questi fondi vengano gestiti da persone competenti che li sappiano
far fruttare sul mercato speculativo. Quindi non si sa quanto possono
rendere, ma ce ne possiamo fare un’idea dal recente passato. Siccome
questi fondi investono in Borsa e la Borsa negli ultimi anni è
aumentata dal 7% fino al 10%, i risultati che ci si aspetta saranno di
quest’ordine. Per esempio se prendiamo un tipico fondo, vediamo
che dall’anno a all’anno b il rendimento è stato del
x%. Quindi, se non si fa una speculazione a breve termine, ma si lasciano
i soldi lì abbastanza a lungo, la elevata remunerazione sarà
certa.
6)
Dov’è la trappola? qualunque
tipo di grafico ti fanno vedere, sono loro che stabiliscono da dove partire;
per es., se si parte dal 2002, la Borsa è aumentata molto di più
dell’inflazione, grazie all’impulso dato all’economia
mondiale dalla guerra post 11 settembre, ma se si parte dal 2000, i rendimenti
sono sotto quelli che si sarebbero avuti secondo l’attuale remunerazione
del TFR si dice: "ma a lungo andare la remunerazione è garantita"
anche
questo è totalmente errato, perché a lungo andare mediamente
l’economia finanziaria non può crescere più di quella
reale (altrimenti che cosa ci stiamo dividendo?); è chiaro che
nel breve termine ci possono essere oscillazioni molto forti dovuti a
bolle speculative, ma nel lunghissimo termine economia reale e finanziaria
devono tendere a eguagliarsi e veniamo alle famose "bolle speculative"
– è risaputo che a guadagnare in borsa sono solo coloro che
hanno strumenti, legali o illegali, che consentono di anticipare gli andamenti
borsistici, quindi dovremmo affidare il TFR a gente un po’ troppo
sveglia capace di speculare e lasciare il cerino in mano agli altri? Affidereste
la vostra liquidazione ad uno così? ma come sono andate le cose
in Italia? i
fondi hanno spese elevatissime: per es., se si hanno spese pari anche
solo al 3 per mille, in trent’anni un rendimento medio del 5% frutterà
un capitale finale di ben il 9% in meno, ossia anziché una pensione
integrativa di 1.000 €, di 910 € si dice però: "ci
sono forti vantaggi fiscali perché questi prodotti sono parzialmente
detassati" è
vero, ma allora, anziché fare tutto questo giro, lo Stato perché
non detassa direttamente il TFR ai lavoratori, invece di far ingrassare
i fondi? in ogni caso la faccenda è molto più grave: se
si esaminano i rendimenti dei fondi di investimento italiani e si confrontano
con quello che otterrebbe una scimmietta ammaestrata a investire a caso
(benchmark) si vede che TUTTI i fondi sono andati sotto, qualcuno si è
avvicinato, ma non è stato più bravo della scimmietta in
Italia, come negli USA (vedi Enron), ci sono stati scandali che sono rimasti
e rimarranno impuniti, quali Parmalat, Bond argentini, per i quali, poco
prima della bancarotta le banche si sono disfatte delle obbligazioni (che
dovrebbero essere i prodotti più sicuri, almeno come capitale)
scaricandoli nei fondi dei propri clienti che gestivano o convincendo
ignari vecchietti a comprare prodotti formalmente altamente rischiosi,
ma ormai completamente bolliti nella citata puntata di Report si esaminavano
due fondi di investimento della San Paolo, identici per profilo: uno risulta
raddoppiato ed uno ha perso la METÀ DEL CAPITALE, perché
– a fronte di investimenti altamente rischiosi – se l’operazione
aveva successo si imputava sistematicamente all’uno, altrimenti
all’altro; non mi risulta che Report sia stata querelata. Il tutto
deriva da un mostruoso CONFLITTO DI INTERESSE che hanno tutti questi fondi,
perché non gestiscono un solo utente, ma una miriade; perché
hanno un settore bancario altamente speculativo ed uno assicurativo e
quindi il travaso di profitti e perdite tra questi due settori non è
assolutamente controllabile. Esistono in Italia piccole società
di gestione del risparmio che non sono bancarie e che quindi questi conflitti
li presentano in modo più limitato, ma i grandi fondi chiusi già
citati (metalmeccanici, chimici e tra poco statali) non ci si rivolgono!
Perché? Inoltre, poiché questi fondi operano in tutto il
mondo, il vantaggio dell’economia italiana quale sarebbe, di far
sì che consistenti quote del risparmio prendano la via speculativa
dell’estero? Certo, una quota consistente andrebbe ad alimentare
questa enorme fornace costituita dalla Borsa, che si alimenta solo con
enormi iniezioni di capitali, ma alla mungitura del famoso "parco
buoi" chi parteciperà? "Quando ti siedi ad un tavolo
di poker, chiediti sempre chi sia il pollo; se entro cinque minuti non
lo hai ancora capito, il pollo sei tu!"
7)
La seconda opzione
Abbiamo visto quindi che la prima scelta dei fondi, chiusi o aperti che
siano, presentano dei rischi per i lavoratori che credo nessuno voglia
correre, almeno per una parte così consistente come quella costituita
dalla propria liquidazione. Vediamo invece l’altra opzione. In questo
caso il TFR andrà all’INPS, ma non resterà lì,
dove potrebbe essere gestito al meglio secondo criteri oculati da un unico
operatore che non ha conflitti di interesse, ma verrà girato immediatamente
al Tesoro, il quale che cosa ci farà? Buchi per terrà! Ebbene
sì, il TFR servirà a rilanciare le grandi opere pubbliche
che in Italia purtroppo languono. E perché languono? Perché
purtroppo il governo precedente ha inaugurato 100 e ha finanziato 1. In
realtà queste opere dovevano finanziarsi da sole, ricordate? Come
mai le grandi compagnie internazionali non si sono mai viste? Il Ponte
di Messina non doveva autofinanziarsi e non costare una lira ai contribuenti?
La verità è che queste sono balle colossali. Queste Grandi
opere pubbliche non potranno mai autofinanziarsi perché sono perfettamente
inutili e costosissime. La Società del Canale della Manica è
fallita già tre volte forse perché collega due cittadine
di provincia come Londra e Parigi. Invece il grande collegamento previsto
tra Lione e Torino (dove hanno già soppresso la linea passeggeri
per mancanza di traffico) dovrà essere raddoppiato, dovrà
essere QUADRUPLICATA la sua capacità di trasporto e i suoi tempi
di percorrenza dovranno essere abbassati - pensate - di ben 15 minuti,
indispensabili per far arrivare la mozzarella che viene da Lisbona fresca
fresca a Kiev. Le Ferrovie Italiane sono alla bancarotta e i due terzi
della ricapitalizzazione se ne andranno nell’alta velocità.
Ma che cos’è l’alta velocità. Una cosa che in
Italia costa il triplo della Francia, il doppio della Svizzera. Perché?
Condizioni orografiche, costo del lavoro abnorme o costi della politica?
Anzi, pardon, questi ladri parlano di "costi della democrazia"
Una cosa che porta innovazione tecnologica? In Italia abbiamo un gioiello
tecnologico tutto italiano, il Pendolino, un treno che viaggia sulle linee
preesistenti con la capacità di inclinarsi per aumentare la velocità
in curva. No! Non bastano i duecentocinquanta chilometri orari, dobbiamo
arrivare a trecento, trecentocinquanta e quindi opere colossali per fare
nuove linee, dove viaggeranno treni a tecnologia tedesca (che ogni tanto
sbattono malamente con stragi da disastro aereo) e che comportano per
l’Italia: dissanguamento finanziario, dissesti idrogeologici, investimenti
in settori a bassissima tecnologia, quali movimento terra, cemento e ferro.
C’è da stupirsi che nessuno vuole dargli i soldi per questi
giochini? Sono andati sul mercato a chiederli col project financing, ma
gli è andata buca, perché ovviamente i tempi di ritorno
di questi investimenti sono letteralmente infiniti. Se li chiedessero
onestamente sul mercato finanziario, emettendo Titoli di Stato, la bolla
verrebbe a galla. E allora? Dove sono i soldi? Da chi si possono prendere
questi soldi? A quei paperoni dei lavoratori, che sono tanto ricchi che
tengono i soldi a far niente dentro le aziende dei loro padroni. E allora
che si fa? Il TFR! Che bella idea! Ciò che non prenderà
il Gatto lo spazzolerà la Volpe! Ma come faranno a dare i soldi
ai lavoratori quando andranno in pensione? Oggi prendi 100, ma a regime
questi soldi prima o poi li devi ridare perché in situazione di
equilibrio, tanti lavoratori escono e tanti entrano (anzi di questo passo
a entrare nel mondo del lavoro stabile col TFR saranno sempre meno). E
allora questa azione la dovranno prorogare ogni anno, dando a chi va in
pensione quello che hanno preso a chi ancora lavora. Ci faranno i ponti
e le gallerie e poi quando andremo in pensione, potremo andare a dormirci
sotto, però ognuno sotto il suo pezzo, di proprietà, con
una bella targhetta: "Questo pezzo di ponte è di…"
Ma l’Europa ci fa passare una manovra così manifestamente
irregolare? Questa è la prova che l’Europa dice esattamente
quello che da qui gli dicono di dire: "Per favore abbassami il rating
così si spaventano un po’ e si ammorbidiscono"
8)
Che fine a fatto la terza scelta?
L’inoptato! Che bella parola! Chissà che cosa significa!?!
"Optare, scegliere". Nel programma dell’Ulivo che c’era
scritto? Se lo ricorda al governo un poverino, che viene sempre preso
in giro: Ferrero. Dapprima aveva chiesto di "spalmare" una manovra
così pesante in più anni; del resto se a Berlusconi era
andata bene, se a Francia e Germania nessuno dice niente, se persino Prodi
una volta disse che questi parametri mica sono degli stupidi paletti,
ma vanno interpretati, potremo anche noi prendercela un po’ più
comoda e non essere i primi della classe. Ma che "spalmare",
mica siamo la Nutella noi (capito il giochino con Ferrero?). Ma poi il
dolce e gustoso Ferrero l’ha fatta grossa ha votato contro lo scippo
del TFR. Apriti cielo! I primi a correre sono stati i pompieri più
solerti: la coppia Bertinotti-Giordano: "Niente paura, non è
successo niente!". Anche il bianco Bianchi ha votato a favore. Un
po’ più spinosa la faccenda del MoSE di Venezia. Qui i ministri
che hanno votato contro sono in tre: Mussi (ma non aveva minacciato o
promesso di dimettersi?), il verde Pecoraro e il solito dolce Ferrero.
Il bianco Bianchi solo astenuto. Ma, ripeto, nel programma dell’Ulivo
che c’era scritto? La terza opzione! "Ma no, scherzavamo",
ha dichiarato la Volpe Treu, Presidente della Commissione Finanze; sì
sempre lo stesso Treu che ci ha fatto lo scherzo di iniziare anni fa il
balletto del precario. "La terza opzione era solo opzionale".
E qual era la terza opzione che solo Ferrero ricorda? Quella di lasciare
l’inoptato all’INPS, che ne facesse buon uso e ce lo conservasse
almeno intatto per i tempi bui. Orrore! Tutti quei soldi (9 miliardi di
euro l’anno!) lasciati a non far niente! Per chi non opterà,
il TFR verrà inviato d’ufficio al fondo d’investimento
che ha avuto i maggiori consensi nella categoria (o nell’azienda).
9)
Le compensazioni alle grandi aziende
Voi vi chiederete: "…ma scusa c’è qualcosa che
non va. Vabbuò che i lavoratori sono dei riccastri e quindi se
gli togli 9 miliardi di euro l’anno quelli manco se ne accorgono,
ma quei soldi non erano a disposizione delle aziende, i poveri e derelitti
padroni che hanno almeno 50 dipendenti, come faranno, poverini?"
Niente paura, ci pensa anche qui Super Padoa. Ci sono opportune compensazioni,
ossia soldi a palate, a strapalate: taglio del cuneo fiscale per tutti
(altro che per quelli che innovano, "sul cuneo non faremo interventi
a pioggia" avevano dichiarato, ma forse volevano dire che in quel
momento a Cuneo non pioveva) e per chi dovesse avere difficoltà
a reperire crediti bancari, fideiussioni garantite dallo Stato! Mai vista
una cosa così! È una cuccagna!
10)
Le piccole aziende
Ovviamente tutto questo bendidio non poteva essere distribuito troppo
in basso, anche perché andare a dare fideiussioni anche alle piccolissime
aziende significava veramente andare in tilt.
11)
La pubblicità è l’anima del commercio
Ma come pensate mai che dei lavoratori sani di mente possano accettare
tutto ciò? Uomini e donne di poca fede, ci hanno già pensato!
Dal
maxiemendamento: 401. Ai fini della realizzazione di campagne informative
a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri, d'intesa con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, intese a promuovere adesioni consapevoli
alle forme pensionistiche complementari nonché per fare fronte
agli oneri derivanti dall'attuazione delle connesse procedure di espressione
delle volontà dei lavoratori di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, è autorizzata, per l'anno
2007, la spesa di 17 milioni di euro ... |