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COMUNICATO STAMPA, 19 Gennaio 2008

Viviamo giorni...

Viviamo giorni in cui ci è dato assistere all'evidente compattarsi della casta politicante attorno ad un sistema di potere che pretende di essere riconosciuto come moralmente accettabile nella propria condotta immorale. Al di là della pur manifesta rilevanza penale degli ultimi avvenimenti (caso Mastella e sentenza Cuffaro), infatti, appare chiaro come i politicanti vogliano far accettare definitivamente il losco principio che la gestione della res publica non possa che basarsi sul malcostume elevato a sistema. L'interesse personale in politica, la cura degli affari di famiglia e (o) di sodalizio, cementato dal malaffare, vengono difesi con evidente manifestazione di disprezzo nei confronti del cittadino elettore, chiamato solo, di volta in volta, e sulla base di leggi elettorali in continuo divenire che servono a ricercare la maniera migliore di mantenere il privilegio castale della poltrona, a legittimare oligarchie che altrimenti non potrebbero vantare alcuna forma di legittimità. Mancano in modo evidente il senso della vergogna e della dignità personale e le parole pronunciate dai diretti interessati e dai colleghi di malcostume, premurosi nella corsa alle manifestazioni di interessata solidarietà, lo evidenziano impietosamente.

Tutti si stringono intorno a Mastella, scandaloso ministro della giustizia degno del più corrotto Paese sudamericano, senza nemmeno considerare per un attimo che il ministro dimissionario è coinvolto con tutta la famiglia nel controllo di intere province secondo gli schemi di un vergognoso nepotismo che conduce alla sublimazione quel volgare clientelismo di cui il politicante in questione s'è alimentato alla greppia della vecchia e mai morta Democrazia Cristiana. Tutti si stringono intorno a Cuffaro, incredibilmente esultanti per il fatto che la sentenza di primo grado abbia accertato il favoreggiamento non della Mafia ma (sic) di una consistente pattuglia di acclarati malavitosi... Mastella e Cuffaro chiedono rispetto; il primo pretende che le dovute dimissioni vengano celebrate come se fossero la dimostrazione di una superiore dignità, peraltro autorizzata dalla vergognosa richiesta di Prodi di ritirarle come se nulla contasse il coinvolgimento dell'intero partito-famiglia e dopo il trasferimento di un magistrato che aveva osato indagare sugli affari dell'ex responsabile della Giustizia e dei suoi alleati di governo, il secondo festeggia una condanna come fosse un'assoluzione e dichiara di aver riacquistato la "serenità familiare", mostrando certezze quantomeno sospette in una futura assoluzione e un singolare concetto della suddetta "serenità familiare". Ma, come già rilevato, il compattarsi della casta è il dato principale. Nessuno ritira il sostegno ai personaggi coinvolti, (Mastella addirittura rilancia, minacciando di far cadere il governo se non lo dovesse sostenere in modo ancor più plateale e convinto) i partiti che appoggiano Cuffaro all'ARS non fanno una piega, guardandosi bene dal rinunciare, anche solo a parole, agli affari lucrosi avviati grazie alle proprie posizioni di governo e sottogoverno. Le rispettive opposizioni, nel migliore dei casi, si limitano al gioco delle parti, nel peggiore, solidarizzano anch'esse; dimostrando di essere facce diverse di una stessa medaglia.

E' necessario che in Italia una nuova classe politica si sostituisca a quella attuale. Una classe politica che non può provenire dalle file della casta ma che, sostenuta da un moto di sdegno genuino che provenga da quella parte del nostro popolo che non vuole essere complice del disastro in atto, sia espressione della società civile, da sempre esclusa dalla gestione oligarchica della cosa pubblica. E' necessaria una rivoluzione nazionale che avvii una irrinunciabile ricostruzione nazionale. Una rivoluzione dei costumi e delle coscienze di cui Forza Nuova aspira ad essere protagonista nel quadro di un sano ritorno ad una normalità naturale che oggi appare compromessa.
La nostra volontà di servizio, il nostro spirito di sacrificio ci esortano all'azione. Questi princìpi vogliamo trasmettere al nostro popolo.

Giuseppe Provenzale

Per la segreteria provinciale di Forza Nuova, Federazione di Palermo.