|


|
Viviamo
giorni...
Viviamo
giorni in cui ci è dato assistere all'evidente compattarsi della
casta politicante attorno ad un sistema di potere che pretende di essere
riconosciuto come moralmente accettabile nella propria condotta immorale.
Al di là della pur manifesta rilevanza penale degli ultimi avvenimenti
(caso Mastella e sentenza Cuffaro), infatti, appare chiaro come i politicanti
vogliano far accettare definitivamente il losco principio che la gestione
della res publica non possa che basarsi sul malcostume elevato a sistema.
L'interesse personale in politica, la cura degli affari di famiglia e
(o) di sodalizio, cementato dal malaffare, vengono difesi con evidente
manifestazione di disprezzo nei confronti del cittadino elettore, chiamato
solo, di volta in volta, e sulla base di leggi elettorali in continuo
divenire che servono a ricercare la maniera migliore di mantenere il privilegio
castale della poltrona, a legittimare oligarchie che altrimenti non potrebbero
vantare alcuna forma di legittimità. Mancano in modo evidente il
senso della vergogna e della dignità personale e le parole pronunciate
dai diretti interessati e dai colleghi di malcostume, premurosi nella
corsa alle manifestazioni di interessata solidarietà, lo evidenziano
impietosamente.
Tutti si stringono intorno a Mastella, scandaloso ministro della giustizia
degno del più corrotto Paese sudamericano, senza nemmeno considerare
per un attimo che il ministro dimissionario è coinvolto con tutta
la famiglia nel controllo di intere province secondo gli schemi di un
vergognoso nepotismo che conduce alla sublimazione quel volgare clientelismo
di cui il politicante in questione s'è alimentato alla greppia
della vecchia e mai morta Democrazia Cristiana. Tutti si stringono intorno
a Cuffaro, incredibilmente esultanti per il fatto che la sentenza di primo
grado abbia accertato il favoreggiamento non della Mafia ma (sic) di una
consistente pattuglia di acclarati malavitosi... Mastella e Cuffaro chiedono
rispetto; il primo pretende che le dovute dimissioni vengano celebrate
come se fossero la dimostrazione di una superiore dignità, peraltro
autorizzata dalla vergognosa richiesta di Prodi di ritirarle come se nulla
contasse il coinvolgimento dell'intero partito-famiglia e dopo il trasferimento
di un magistrato che aveva osato indagare sugli affari dell'ex responsabile
della Giustizia e dei suoi alleati di governo, il secondo festeggia una
condanna come fosse un'assoluzione e dichiara di aver riacquistato la
"serenità familiare", mostrando certezze quantomeno sospette
in una futura assoluzione e un singolare concetto della suddetta "serenità
familiare". Ma, come già rilevato, il compattarsi della casta
è il dato principale. Nessuno ritira il sostegno ai personaggi
coinvolti, (Mastella addirittura rilancia, minacciando di far cadere il
governo se non lo dovesse sostenere in modo ancor più plateale
e convinto) i partiti che appoggiano Cuffaro all'ARS non fanno una piega,
guardandosi bene dal rinunciare, anche solo a parole, agli affari lucrosi
avviati grazie alle proprie posizioni di governo e sottogoverno. Le rispettive
opposizioni, nel migliore dei casi, si limitano al gioco delle parti,
nel peggiore, solidarizzano anch'esse; dimostrando di essere facce diverse
di una stessa medaglia.
E' necessario che in Italia una nuova classe politica si sostituisca a
quella attuale. Una classe politica che non può provenire dalle
file della casta ma che, sostenuta da un moto di sdegno genuino che provenga
da quella parte del nostro popolo che non vuole essere complice del disastro
in atto, sia espressione della società civile, da sempre esclusa
dalla gestione oligarchica della cosa pubblica. E' necessaria una rivoluzione
nazionale che avvii una irrinunciabile ricostruzione nazionale. Una rivoluzione
dei costumi e delle coscienze di cui Forza Nuova aspira ad essere protagonista
nel quadro di un sano ritorno ad una normalità naturale che oggi
appare compromessa.
La nostra volontà di servizio, il nostro spirito di sacrificio
ci esortano all'azione. Questi princìpi vogliamo trasmettere al
nostro popolo.
Giuseppe Provenzale
Per la segreteria provinciale di
Forza Nuova, Federazione di Palermo. |