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MAFIA, MASSONERIA E POLITICA; RISCUOTE SUCCESSO E INTERESSE IL CONVEGNO FORZANOVISTA

[...Note, incomplete, sulla gestione oscura del potere, in Sicilia e non solo, dal dopoguerra ai giorni nostri...]

Un pubblico numeroso e attento ha partecipato al convegno forzanovista, tenutosi ieri nei locali dell'hotel President a Palermo, nel corso del quale hanno preso la parola: Giuseppe Provenzale, componente della Direzione nazionale di FN, Sonia Alfano, figlia del giornalista assassinato a Barcellona P.G., e Roberto Fiore, segretario nazionale del Movimento e candidato alla Presidenza del Consiglio alle imminenti elezioni politiche. Giuseppe Provenzale, riprendendo alcune citazioni di collaboratori di giustizia e magistrati tratte dal documento preparatorio del convegno, ha evidenziato l'esistenza di significative contiguità tra Cosa nostra, le logge e il mondo politico e, dopo aver ricordato alcune importanti tappe storiche che di tale contiguità forniscono una palese testimonianza riguardo le origini del complesso fenomeno, ha sottolineato come i numerosi e rilevanti esempi, passati e presenti, di doppie affiliazioni alle cosche e alle "officine" forniscano, per chi voglia vedere, la prova che il cancro che affligge il Meridione d'Italia non venga estirpato proprio a causa di una rete di comuni interessi che vede la criminalità organizzata come l'anello più "debole" di una catena che massoneria e politica, massoneria e sistema, non hanno alcun interesse a spezzare.

Sonia Alfano, con il coraggio e la determinazione che ne contraddistinguono l'impegno quotidiano nella lotta contro le mafie e i poteri forti e confermando quanto sostenuto nel corso del precedente intervento, ha indicato con lucidità le connessioni esistenti tra i settori che gestiscono il potere e ha sottolineato, a partire dalla dolorosa esperienza paterna, l'evidenza del fatto che all'interno delle associazioni massoniche si ritrovino troppo spesso accanto boss e politici di ogni colore, pronti a sorreggersi reciprocamente e a trarre vantaggio, ai vari livelli, dalle rispettive sfere d'influenza. La figlia di Beppe Alfano non ha risparmiato accuse circostanziate di sospetta connivenza indirizzate a noti uomini politici, quali il senatore Nania di A.N., e a meno noti candidati testimoniando senza riserve anche a riguardo delle troppe colpevoli omissioni di cui è responsabile il mondo politico-istituzionale che, nel migliore dei casi, preferisce far finta di non vedere pur di non rinunciare al sostegno diretto o indiretto delle masso-mafie. Rivendicando l'appartenenza del padre ad una precisa e scomoda matrice politica di "Destra", che non lo rende figura appetibile per i sinistri protagonisti della ribalta mediatica dell'antimafia di maniera, Sonia Alfano ha concluso invitando i presenti alla necessaria intransigenza morale nella quotidianità, indispensabile ad un'inversione di tendenza che faccia da base per un'autentica rinascita del Sud.

Fiore ha individuato nella sconfitta delle mafie e dei poteri forti il requisito irrinunciabile per la liberazione del Sud e delle energie preziose di cui il Meridione deve essere portatore per la realizzazione di una Ricostruzione Nazionale che non può prescindere dalla necessaria, radicale sostituzione dell'attuale casta di potere con una nuova classe politica che nulla abbia in comune con la vecchia, irrimediabilmente compromessa e totalmente incapace di governare, se non nei modi inaccetabili con cui lo ha fatto fino ad ora. Il segretario nazionale di Forza Nuova ha ricordato come intere regioni italiane siano tristemente impoverite e condannate all' assenza di ogni speranza per il futuro a causa della gestione del potere che mafia, 'ndrangheta e camorra detengono da decenni senza che lo Stato, se non con alcune coraggiose individualità, faccia nulla per contrastarle efficacemente. Presentando la propria coraggiosa e "provocatoria" candidatura alla Presidenza del Consiglio proprio a Palermo, Roberto Fiore ha inteso sottolineare la gravità dei problemi affrontati nel corso del convegno quali priorità irrinunciabili per chiunque si proponga di governare il nostro Paese e ha rivendicato per Forza Nuova il ruolo stimolante di alternativa propositiva che solo un Movimento realmente estraneo alle consuete logiche affaristiche è in grado di svolgere. Fiore ha concluso il suo intervento indicando la necessità di precise e coraggiose soluzioni legislative che affrontino le mafie senza riconoscere ad esse alcun trattamento ispirato ad una nefasta mentalità pseudogarantista, improponibile se il fenomeno vuole essere veramente eliminato: "Senza dover ricorrere per questo all'esempio del prefetto Mori - ha concluso - sono due i livelli su cui e necessario agire: l'istituzione di leggi speciali che consentano di colpire i criminali anche sulla base di fondati sospetti, sospendendo per i mafiosi ogni garanzia, e, contemporaneamente, l'utilizzo dell'Esercito in chiave repressiva e deterrente".

Forza Nuova Palermo - Ufficio stampa