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APRILE 2009: ENNESIMA MORTE SUL LAVORO IN SICILIA |
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"Il rischio è quello dell'assuefazione e non lo possiamo accettare" dichiara Giuseppe Provenzale - coordinatore regionale di Forza Nuova - "la media è atroce: un morto ogni sette ore. I dati in Sicilia parlano di centodue vittime solo nel 2007 e di ben 40 mila infortuni nello stesso anno. La nostra isola, così come l'Italia, è diventata un cimitero di lavoratori sfruttati". "Ci domandiamo - prosegue il rappresentante di FN - cosa intendano fare il presidente Lombardo, principe di una corte di ricchi privilegiati quale è l'Assemblea Regionale Siciliana, e i sindacati, ormai ridotti alla parodia di se stessi, oltre alla consueta apertura di inutili tavoli tecnici". " La lotta allo sfruttamento e alla perversa logica del profitto è un dovere prioritario a cui governi, locali e nazionali, e sindacati non hanno ottemperato avallando la precarietà, tollerando il lavoro nero e omettendo di effettuare scrupolosamente i dovuti controlli sulla sicurezza". "La ragione di tutto ciò, conclude Provenzale, risiede nella diffusa ideologia liberista che guarda al lavoratore come ad un moderno schiavo, privo di ogni diritto elementare. Esprimiamo il nostro cordoglio ai familiari di Angelo Tumminello, una vittima reale non un morto "bianco", e preannunciamo prossime iniziative di protesta e denuncia". |