Il Cuib
Home
C.Z. Codreanu
Comunicati
Punti fermi
Documenti
Archivio
Studenti
Foto
Manifesti
Volantini
Contatti
Contattaci
Recapiti
IL SEGRETARIO, IL PORTAVOCE, LA MOGLIE …….

Un bel verminaio non c’è che dire! L’onorevole Kippà circondato, sul lavoro e anche in famiglia, da “persone di fiducia” degne interpreti dello stile alleanzino...

Gli eredi dell’M.S.I. mostrano ancora una volta la loro natura; i loro sporchi giochi si svelano, superando nei fatti il più ardito dei cattivi pensieri, e noi, “gli impresentabili”, non possiamo nemmeno permetterci di godere dei mali altrui, tranne che di quelli del degno discendente di Vittorio Emanuele III anche lui campione di “nobiltà”. Non possiamo farlo, perché i suddetti eredi hanno abusato del loro potere non solo per porre veti a causa della nostra onorata “impresentabilità” ma hanno agito servendosene per impedirci di raccogliere le nostre risibili percentuali elettorali, che pure tanto li irritano e spaventano, specie in prospettiva futura, e in subordine scoraggiare e demotivare chi avesse intenzione di votarci. In realtà non si tratta di una sorpresa assoluta, sappiamo da tempo che i badogliani d’ogni sfumatura vanno annoverati a pieno titolo fra i nostri nemici più infidi e sleali, ma oggi il quadro appare certamente più completo, i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente: il segretario, il portavoce, la moglie di Fini, Storace, Alemanno hanno manovrato nel tempo e a vari livelli per le loro più intime e diverse “necessità” (Così fan tutti…), ben consapevoli però che fra queste un posto importante ricopre l’attenzione a ciò che accade “alla loro destra” e che da quelle parti gli inavvicinabili sono soprattutto quei rompiballe di Forza Nuova. Sarebbe facile a questo punto accontentarsi del mussoliniano “molti nemici, molto onore”, che pure appare più che mai opportuno e non certo a scopo consolatorio, ma non ci pare sufficiente, non ci accontentiamo. Dobbiamo, ancor più che in passato, combattere frontalmente questi nostri nemici e questo, sia ben chiaro, al di là degli esiti processuali che poco ci interessano, perché siamo interpreti d’una visione del mondo a loro estranea: a loro gli intrallazzi, le donnine, la cocaina, il tradimento, l’amoralità, “l’estraneità” (di Fini) rispetto a ciò che accade a casa propria, il servilismo e il disonore…. A noi la lotta e, a Dio piacendo, la vittoria con Onore. Vittoria che conquisteremo, se ne saremo degni, combattendo a muso duro contro ogni tipo di nemico, non ultimo quello che vuole privarci della stessa possibilità di affrontarlo.

Palermo 19 - Giugno - 2006