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SQUALLIDE RELAZIONI

Uno dei legami inscindibili che lega il mondo della politica siciliana alla criminalità organizzata è sempre stato quello finalizzato alla raccolta dei voti e ai relativi favori ad essa necessariamente connessi. Il partito che, nell'era della seconda repubblica, ha sempre primeggiato in questo settore è indubbiamente l'UDC di Cuffaro che, in questo ennesimo capitolo delle squallide relazioni tra mafia e politica, vede ora coinvolti i suoi due esponenti di punta: l'Assessore Regionale ai Beni Culturali Antonello Antinoro - oggi candidato alle Europee - e l'erede dello stesso Cuffaro, Nino Dina. Un altro ambiente politico che negli ultimi anni ha ricoperto un ruolo da protagonista in questo genere di vicende giudiziare è quello autonomista. Ambiente da cui proviene, del resto, lo stesso Antinoro, nato con Nuova Sicilia, partito notoriamente travolto dalle inchieste della Magistratura. Per valutare l' enorme peso elettorale dei due indagati - rispettivamente voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa i reati contestatigli - basti il dato numerico: più di 53 mila preferenze in due alle ultime regionali. Ma la cronaca odierna non è certo avara di conferme su una realtà diffusa che tutti i siciliani conoscono bene. Registriamo, infatti, le condanne per peculato di due ex presidenti della Regione: l'attuale deputato UDC Giuseppe Drago e Giuseppe Provenzano, ex Forza Italia. A margine dell'inchiesta su mafia e politica - che ha comportato l'arresto per 19 appartenenti alle cosche - rileviamo inoltre un fatto che, pur non avendo rilevanza penale, denota la deprimente trasversalità di un onnipresente malcostume: alcuni galoppini contigui alle organizzazioni mafiose facevano campagna elettorale, presenziando ai suoi incontri politici, per un noto consigliere comunale del Partito Democratico: Davide Faraone.

Che dire? Dimettersi, di fronte a questo genere di accuse, sarebbe doveroso ma l'attuale dominus della politica siciliana, Raffaele Lombardo, ha pregato il suo assessore di non farlo e la nostra richiesta rimane così, già sul nascere, inascoltata. Non è, quindi, la parte di chi chiede le dimissioni che in questo momento ci interessa rappresentare. Vogliamo, invece, ribadire con forza quello che il nostro Movimento sostiene nelle piazze da anni: solo una totale sostituzione dell'attuale classe politica potrà restituire la speranza al popolo siciliano.

Forza Nuova Palermo
via Enna, 4