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A.N., TONI NEGRI E L'IMPORTANZA DELLA CULTURA…
Sono anni ormai che ci siamo abituati alle disinvolte evoluzioni del partito di Fini, oltre che in campo politico, nell'ambito dei confronti e dei riferimenti di natura culturale. Non credevamo proprio possibile che, una qualunque iniziativa proveniente da quegli ambienti avrebbe rappresentato per noi motivo di un qualche, seppur minimo, stupore. Ci eravamo, come dire, "assuefatti" (vero,"sniff-sniff" Calderone?) a tutto. Anche Gasparri, Fini o Storace col cappello in mano da Sharon per noi erano e saranno, eventi tutt'altro che inattesi. Ma, e' proprio vero, la realta' supera spesso ogni piu' ardita fantasia. Toni Negri, principale teorico della negazione di ogni identita' nazionale, di ogni appartenenza che non sia quella al caos globale, viene invitato da A.N. a sproloquiare, Roma 15 novembre 2002, ad un convegno sul tema:"Immagine e identita' degli italiani". Si fornisce al cattivo maestro, che istigo' alla violenza spesso omicida nei confronti di tanti giovani militanti del M.S.I. durante gli anni di piombo, una ulteriore occasione di esternare le sue idiozie sulla carica rivoluzionaria della globalizzazione. Nei giorni in cui, col racconto delle eroiche gesta dei nostri soldati ad El Alamein, si sfata il mito nefasto dell'italiano incapace di combattere, si offre un palcoscenico all' "illustre professore" per affermare in buona sostanza, che gli italiani sono tutti "pizza, mafia e mandolino" e che "in fondo c'e' - da parte loro - una grande apertura al meticciato". Ma, chiederete voi, avra' subito una qualche contestazione? L'invito avra' provocato spaccature?…Niente di tutto questo; la cultura e' cultura e Negri, anche per A.N., ne e' uno dei pochi eletti portatori. Del resto ci pare illuminante la dichiarazione dell'organizzatore dell'epocale avvenimento: (Silvano Moffa, presidente della provincia di Roma) "Certo, non avrei mai immaginato, ancora pochi anni fa, che uno come Toni Negri potesse partecipare (quale onore!…) ad un convegno di A.N. Ma la nostra cultura liberale vede con favore il confronto anche con chi non ha le nostre idee; e Negri sulla globalizzazione ha scritto un libro importante". E noi ne prendiamo atto; A.N., Toni Negri, Casarini e la grande finanza apolide ritengono che la distruzione di ogni tradizione e la bonta' congenita del mercato globale siano fenomeni ineluttabili che si debbano tutt'al piu' regolare, governare.Solo noi, politicamente scorretti, ci opponiamo a questa squallida versione dei fatti.