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APPUNTI PER UNA SCUOLA NAZIONALE
- PREMESSA -

Un qualunque discorso che riguardi la scuola italiana, pubblica o privata, non puo' prescindere da un'analisi del periodo 1968-78, inteso come fase intenzionalmente distruttiva del patrimonio storico-culturale nel suo complesso e delle strutture consolidate di un sistema educativo, sia pure perfettibile, sperimentato ormai da alcuni decenni e che si rifaceva, nei suoi principi base, alla riforma Gentile del 1923. Il nefasto decennio '68 '78, con le sue appendici e le sue influenze esercitate sulla scuola, rappresenta una sorta di spartiacque fra un modello d'ispirazione gentiliana, consapevole dell'importanza storica del cattolicesimo oltre che serio e rigoroso, che voleva educare secondo valori tradizionali condivisi (vero, bene, bello) indirizzando i giovani in base alle rispettive attitudini, ed un sistema caotico figlio della contestazione e dell'infatuazione per una metodologia didattica derivante dal cognitivismo anglo-sassone, che ha fatto della scuola statale U.S.A. la meno qualificata fra quelle dei paesi industrializzati. Tale sistema,dopo altri vent'anni di distruzione perpetuata a colpi di riforme degli ordini inferiori (elementari e medie) e circolari riguardanti le superiori, dove ha trionfato la sperimentazione ad ogni costo, si presenta oggi con due facce, solo in apparenza contrapposte, che possiamo identificare con i progetti di riforma che prendono il nome dai ministri della P.I. succedutisi negli ultimi anni: Berlinguer-De Mauro e, dulcis in fundo, Moratti. Si tratta, come gia' accennato,di due facce di una stessa medaglia coniata nel periodo post-sessantottino, due modelli scolastici che si rifanno a schemi culturali, politici e pedagogici che Forza Nuova rifiuta: la scuola comunista, statalista e totalitaria (Berlinguer-De Mauro) e quella liberale e particolarista del relativismo imperante, propinataci dal ministro Moratti. Ci pare illuminante a questo proposito il fatto che gli "esperti" che hanno lavorato ai due progetti abbiano operato sotto la direzione del prof. Bertagna, noto burocrate che da anni vive dentro le strutture ministeriali. Strumentale sarebbe inoltre ritenere che lo sfascio cominci solo ora, come sostiene la sinistra, quando, anche per cio' che riguarda le sole risorse destinate al settore, la politica dell'abbandono e del risparmio e' stata una costante dal dopoguerra ad oggi. Si consideri infine che ambedue i progetti riflettono una mentalita' di stampo laicista. Analizziamo brevemente i due modelli.

-LA RIFORMA BERLINGUER-DE MAURO-

Questo progetto incarna, secondo noi, l'esempio piu' spudorato di ideologia divenuto schema di riforma scolastica. Facendo propri gli slogans della guerra al nozionismo e della contestazione dei ruoli, si e' tentato di istituzionalizzare un modello scolastico che scardinasse i sistemi classici dell'apprendimento e della comprensione, il pensiero logico tradizionale, necessari alla formazione delle basi di conoscenza indispensabili alla formazione di un sano spirito critico, coniugando il tutto con un ingenuo egualitarismo negatore dei ruoli, supportato da forti dosi di indottrinamento ideologico. Si guardi, a proposito di indottrinamento, alla distruzione operata nell'insegnamento della storia, ridotta a vacua apologia del presente con lo scopo di far credere che essa tenda fatalmente nel suo corso all'epoca attuale, vista come vertice del progresso e della civilta' frutto di eroiche lotte, buoni contro cattivi, tese a liberare l'umanita' dalle tenebre dell'errore e dell'oscurantismo. La tentata riforma dei cicli classici (primario, secondario inferiore e secondario superiore) ormai consolidati e l'orientamento prolungato fino al biennio superiore, facevano il paio con la gia' avviata distruzione dei cicli inferiori, la negazione di ogni forma d'autorita' (l'insegnante coordinatore che "impara" insieme agli studenti) e il rifiuto dell'educazione al dovere, alla disciplina e al sacrificio. Forse proprio per questo chi oggi a sinistra, dalla sinistra giovanile agli anarchici e ai centri sociali, si agita tanto allora taceva, in attesa di una scuola che in fondo non sarebbe divenuta troppo diversa dai propri modelli ideologici laicisti, marxisti e anarco-libertari. Diciamo questo non certo per difendere la riforma Moratti, ma per sottolineare l'opportunismo strumentale delle mobilitazioni della sinistra, conformi al vecchio stile che fu prima di Lenin e poi di Stalin.

-LA RIFORMA MORATTI-

L'attuale ministro della P.I., a parte vaghe uscite nel senso di una maggiore serieta' peraltro vanificate dall'assurda biennalizzazione delle valutazioni in linea con il lassismo dei predecessori, ha avuto l'unico merito di fermare il progetto distruttivo Berlinguer-De Mauro, relativo allo stravolgimento dei cicli. (E per la verita' anche il ritorno alla maestra unica, previsto per le elementari. Ma, rispetto a questo provvedimento, forte e' il sospetto che sia generato piu' che altro da motivazioni di natura economica piu' che da scelte didattiche.) Ma con quale modello scolastico intende rimpiazzarlo? Prevale, anche in questo caso, l'idea di una scuola che prepari, liberalismo e marxismo sono del resto due visioni del mondo incentrate sul predominio dell'economia, per la societa' intesa come mercato. Il prodotto-studente deve ricevere un indottrinamento comunque basato sul predominio dell'impostazione scientista, il mito dell'evoluzionismo giustifica infatti sia il liberalismo che il marxismo, e su una confusione dei ruoli basata sulla falsariga del gia' superato e deleterio pedagogismo di provenienza anglosassone figlio del '68 e delle sottoculture da esso prodotte negli U.S.A. (vedi ad esempio quella "hippy") che pretende di centrare l'insegnamento non sull'educazione ma su presunti "interessi e bisogni" di uno studente che TV e internet avrebbero mutato oggi quasi biologicamente, rendendolo incapace di leggere, studiare o apprendere nozioni. Tutto questo non e' che un tentativo di nascondere la realta', presentandola come evoluta per principio. Si esalta una societa' composta da consumatori sradicati privi di riferimenti certi a livello morale e spirituale; e' l'attuale societa' laica e adoratrice del mercato fonte di ogni bene che solo impropriamente si definisce occidentale. E' infatti un occidente dove l'egemonia U.S.A. ha schiacciato la specificita' della civilta' europea. Le esigenze della societa' attuale, a cui anche la riforma Moratti vuole rispondere , si riducono all'inglese e all'informatica, come se queste materie e la loro massiccia diffusione potessero aver ragione dello sfascio della nostra scuola che necessita di una ben piu' radicale ricostruzione. Si rinuncia aprioristicamente all'educazione e si evidenzia quindi una supina accettazione dell'esistente come se fosse il migliore dei mondi possibile. Con i soldi alle private inoltre si tenta di acquistarne la specificita', il cittadino-utente sara' cosi' libero di scegliere tra modelli pedagogico-educativi analoghi e "offerte" ugualmente scadenti. Ecco perche', superando la contrapposizione pubblico-privato, parliamo di sistema educativo nazionale e riteniamo che il problema, cosi' come lo imposta la sinistra, sia un falso problema. Pericolosa e' poi la tendenza ai buoni scuola che potrebbe portare al particolarismo: ognuno con il proprio modello.

-LA NOSTRA POSIZIONE-

F.N. si batte per la ricostruzione di un sistema educativo nazionale radicalmente alternativo. Constatando il fallimento a cui sono approdati palesemente i tentativi precedenti e cio' che promettono le "soluzioni" del progetto Moratti. Riteniamo che sia necessario un sistema che unisca, in sintesi aggiornata, il modello gentiliano, vera grande riforma, di scuola seria e rigorosa con la Tradizione Cristiana del nostro Paese, uscendo dalla dicotomia tra scuola liberale e modello statalista. Ne' il mercato, ne' lo stato forniscono di per se' valide soluzioni, non garantiscono come tali l'emergere di valori, se non astratti e non condivisi, su cui modellare l'educazione. Pensiamo sia necessario per tanto il recupero del modello nazionale che non sacrifichi alle esigenze della societa' attuale il valore pedagogico-formativo delle discipline classiche, applicandole in modo elastico (vedi ad es. la Filosofia) ai vari ordini e gradi scolastici. Obiettivo del nostro sistema educativo e' una scuola che non crei differenze di classe (i figli dei politici di sinistra non frequentano certo la scuola pubblica che i loro padri dicono di voler difendere) e insanabili conflitti tra pubblico e privato, fra scuola laica e religiosa, lo Stato ha peraltro, nella nostra visione, il dovere di fornire una sana educazione religiosa, ma che tenda a formare uomini e donne che siano in grado di reggere le sorti di una famiglia, un'impresa, una citta', una nazione. Crediamo vada rispettata l'intuizione che fu di Bottai (1939) della collaborazione scuola-famiglia, riteniamo infatti che la famiglia sia la prima e principale responsabile dell'educazione, secondo un diritto naturale giustamente esaltato dalla tradizione cattolica del nostro paese. Pensiamo che lo stato abbia il compito di organizzare i programmi scolastici secondo un preciso orientamento morale e culturale, esso deve inoltre intervenire a sostegno dei singoli e delle realta' sociali e territoriali che versino in difficolta' d'ordine economico e/o strutturale, secondo il principio della sussidiarieta' (notevolmente rimaneggiato dalla riforma dell'autonomia). La scuola e' per noi il luogo centrale del piu' vasto programma di ricostruzione nazionale di cui il nostro movimento si fa portavoce. Si tratta della riconquista, giustamente orgogliosa, di un passato di cui il decennio '68-'78, con le sue appendici culturali, ci ha spinto a vergognarci per sostituirlo con una cultura massonico-comunista che attraverso la scuola voleva demolire la nostra identita' fondata sul Cristianesimo e sulla famiglia. Alla tradizione Romana e Cristiana millenaria si ispira Forza Nuova; per la ricostruzione della scuola, della societa' della nazione in base a finalita' che mirino, in ogni settore, al miglioramento della persona.

ERRORI SPECULARI E CONTRAPPOSTI


STATALISMO = MENTALITA' TOTALITARIA
PARTICOLARISMO (ad ognuno la propria scuola particolare) = MENTALITA' RELATIVISTA

NE' SCUOLA DI STATO NE' SCUOLA PRIVATA

SCUOLA NAZIONALE