Il Cuib
Home
C.Z. Codreanu
Comunicati
Punti fermi
Documenti
Archivio
Studenti
Foto
Manifesti
Volantini
Contatti
Contattaci
Links
E LA VERGOGNA CONTINUA...

E la vergogna continua...

I deputati si adeguano al carovita Ars, in busta paga 500 euro in più, Il Senato incrementa gli stipendi dei parlamentari, Sala d’Ercole decisa a recepire la norma. Aumento varato a marzo, già pronto un nuovo scatto.

L’ ultimo strapuntino nella busta paga dei deputati è stato messo a marzo: 513 euro lordi in più ogni mese. Un aumento accordato senza clamore dell ‘amministrazione dell’Ars nei giorni in cui, nel Paese, cominciava a infuriare la buriana sui costi della politica. Semplicemente un adeguamento agli indici Istat del 2006, varato per recepire Io «scatto» già concesso Agli onorevoli di Sicilia, ovviamente, sono andati anche gli arretrati. Un incremento che ha annullato parzialmente l’effetto dell’onda lunga della Finanziaria nazionale dell’anno scorso, che aveva portato anche nel Parlamento isolano la riduzione del 10 per cento degli stipendi deciso a livello nazionale. Così, in soldoni, l’indennità base del deputato regionale che ammontava a 12.434 euro mensili lordi all’inizio del 2006 era scesa a 11.190 euro nel passato autunno, prima di di risalire agli attuali 11.703,64 euro. Esclusi diana e rimborso spese (4.033,11 euro al mese). Esclusa la cosiddetta indennità di gomma (quota fissa per i trasferimenti): 13.293 euro ogni anno. Ed esclusi gli incrementi di stipendio spettanti a quei 53 parlamentari che nell’Ars dei “todos caballeros” ricoprono una seconda carica: questori, segretari, presidenti di commissione e vice, membri di governo e via dicendo. E nuovi aumenti sono alle porte: altri 200 euro netti al mese per ogni inquilino di Sala d’Ercole. Un ulteriore adeguamento al costo della vita, scattato al Senato con la busta paga di agosto, di cui il consiglio di presidenza dell’Ars è chiamato ora a discutere il recepimento. Si tratta, in sostanza, di applicare una volta ancora quell’«incremento automatico» degli stipendi dei parlamentari contestato ieri dal segretario ds Piero Fassino. Quaggiù, dentro Palazzo dei Normanni, c’è chi chiede di soprassedere prima di far entrare in vigore il nuovo “scatto”. Salvatore Cintola, deputato regionale dell’Udc: «Forse avremo qualche difficoltà a giustificare un nuovo aumento. Sì, insomma, dovremmo guardarci in faccia e dirci chiaro e tondo che, finché non cresce la nostra produttività, sarebbe meglio congelare le indennità».

Ma il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, che nei giorni scorsi aveva denunciato il caso dei viaggi facili dei deputati, bloccando le missioni che in questa legislatura hanno già bruciato 600 mila euro, stavolta non fa muro. «Eh no, adesso si sta davvero esagerando, il livello del dibattito è diventato scadente — sostiene Micciché—. Gli adeguamenti al costo della vita sono concessi a tutti i lavoratori dipendenti, non vedo perché ai parlamentari non dovrebbero toccare. Fassino va al rimorchio di Grillo, il quale è simpatico, ha anche grande capacità di marketing, ma è un comico e non un politico. Se si candiderà alle elezioni, prenderà meno voti di Di Pietro... Il vero risparmio si ottiene licenziando quei manager delle Asl che guadagnano il doppio di me e fanno saltare i conti della Sanità, tagliando le spese inutili come quelle delle missioni dei deputati... «Spese inutili» che, ribatte l’ex presidente dell’Ars Guido Lo Porto, non discendono dalla sua gestione. Eppure porta la sua firma il decreto che elenca tutti i benefit per i parlamentari in trasferta, datato ottobre 2002. «Quell’atto mise un freno a una serie di privilegi — dice Lo Porto — Prima che io mi insediassi la situazione era ancora peggiore: il deputato non aveva neppure bisogno di un autorizzazione del presidente per partire. Orlando ha fatto 34 viaggi? Ha rappresentato degnamente la Sicilia. Sono altre le missioni discutibili». Morale: nel Parlamento per tanti anni simbolo dei privilegi della “casta” si riapre il dibattito sui costi della politica. Un dibattito che adesso avrà anche i crismi ufficiali di una seduta straordinaria d’aula. L’ha deciso ieri lo stesso Micciché, al termine di un incontro con il segretario regionale dell’Udc Saverio Romano, il primo a sollecitare una “stretta” alle missioni dei parlamentari-giramondo. Romano, ha annunciato la volontà del suo partito di presentare un disegno di legge per istituire una commissione parlamentare che «gratuitamente e in tempi brevi, individui e proponga di eliminare gli sprechi della pubblica amministrazione».

(Emanuele Lauria – Repubblica Ed.Palermo del 19-09-07)